Una lingua non si conosce, si impara

Pensate di conoscere la lingua italiana solo perché siete madrelingua? Nati e vissuti in Italia da una vita e mezza? Beh, vi sbagliate. Alla fine di questo post, ogni qualvolta vi verrà da dire “so l’italiano”, direte piuttosto “sto imparando l’italiano”. Se avrete voglia di immergervi in una lettura di 2 minuti, scoprirete il perché.

I linguisti concorderanno sul fatto che una lingua non si conosce mai, si impara

Per definizione, una lingua è fluida, dinamica, labile, poliedrica, ma soprattutto aperta. Ciò significa non solo che è in continuo cambiamento, ma anche che è in incessante divenire: non è mai finita, né definita, non è stabile ed è costantemente orientata verso l’esterno, si spinge sempre oltre. Inoltre, ha una struttura a dir poco complessa, con gruppi e sottogruppi anch’essi interconnessi tra di loro, in uno scambio continuo di terminologie e registri. Eccone alcuni:

– lingua standard –> é una varietà linguistica codificata

– dialetti

– varietà regionali –> attingono da uno strumento linguistico nazionale e da quello dialettale. Le varietà regionali sono sottoposte a variabile diatopica. 

burocratese –> è più uno stile che un linguaggio

– varietà gergali –> tra queste si distinguono quelle marcate in diastratia e quelle marcate in diafasia, ma spesso una varietà gergale è sottoposta contemporaneamente a tali variabili. Solo per darvi un’idea, qui trovate alcune varietà gergali della lingua e dialetti italiani….

– linguaggi settoriali –>sono quelli caratterizzati da terminologia tecnica

– lessico –> un gruppo a sé è costituito dalle strutture idiomatiche

– stili e i registri linguistici –> dipendono dalla variazione diafasica, ovvero contesto situazionale e fattori sociolinguistici 

Si consideri inoltre il fatto che una lingua plasma e viene plasmata, ovvero fornisce delle linee guida ad una comunità di parlanti, imponendo loro delle regole (non solo grammaticali, ma anche sintattiche, morfologiche, stilistiche, lessicali, regole di pronuncia, ortografiche…) ma è anche soggetta alla naturale evoluzione linguistica di detta comunità, la quale dipende, a sua volta, da fattori ed influenze di tipo linguistico, culturale, sociale, professionale, e via discorrendo. 

In termini prettamente lessicali, giusto per prendere in esame uno dei tanti aspetti che compongono una Lingua, vediamo come ad un unico significante spesso corrispondano diversi significati e significati diversi (l’ho scritto appositamente: anche la posizione delle parole determina il significato prevalente). Conosciamo davvero tutte le accezioni di un termine?

Forse ora sarai più convinto del fatto che la propria lingua madre non la si conosce davvero. Figuriamoci una lingua straniera. Non è un caso che nei cv anche per la lingua madre è richiesta l’indicazione del proprio livello: una lingua si conosce fino ad un determinato livello e purtroppo se non la si coltiva (il che significa praticarla “con coscienza”, in modo analitico) si perde lentamente. Se ciò può essere vero in svariati campi, in ambito linguistico lo è possibilmente di più.

Pubblicato da Vanessa Bruno

Traduttrice per scelta

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