Sono una traduttrice, per scelta.

Il mio lavoro mi ha avvicinata all’arte nobile della scrittura e ora coltivo questa passione, ahimè, nei ritagli di tempo. In questo modo però riesco a dare sfogo a pensieri e riflessioni tutti miei, cosa che il mio lavoro non mi permette di fare. La mia passione per tutto ciò che è “estero” mi porta a prediligere le lingue straniere, ovviamente quelle che “mastico” (già, perché, come provo a spiegare in questo post, una lingua non si conosce, si impara), ovvero quelle che sono diventate gli strumenti delle traduzioni che svolgo. Lavoro con l’inglese, il francese e lo spagnolo, lingue che hanno caratterizzato la mia formazione universitaria ma che in realtà sono nella mia vita da molto prima… già, perché ho avuto la fortuna di capire presto la strada che volevo intraprendere, e ho scelto il percorso formativo “giusto”, che risponde appieno a quelle che sono sempre state le mie inclinazioni e forse, spero, competenze. Insomma, come a volte mi è stato detto, probabilmente non potrei fare altro.

Credo che in pochi sappiano davvero scrivere. Saper scrivere bene, anche nella propria lingua madre, é una competenza, raramente un dono. Scaturisce da una formazione seria e un esercizio continuo. Ecco perché ciò che scrivo è più che altro una sfida per me. Si tratta si una forma d’arte che, in quanto tale, è giusto che abbia espressione in modo del tutto spontaneo, a volte casuale, non necessariamente secondo regole imposte. L’arte deve far bene a chi la pratica, senza la pretesa di essere perfetta; o meglio, è giusto che ambisca a quella che secondo i propri canoni “personali” corrisponde a perfezione, il che, a mio avviso, è funzionale alla propria realizzazione.

Mi piace sperimentare con la lingua, metterla alla prova, servirmene, fare esperimenti di stile e di registro, mi piace incontrare ostacoli linguistici per poterli superare… Fare la traduttrice significa formazione costante ma anche fervente curiosità, e ciò mi ha dato la possibilità di avvicinarmi alla Lingua da un’altra angolazione. Le due si alimentano a vicenda, e di riflesso alimentano quella che è la mia vita attuale.



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